LA MOSTRA
Fondazione Golinelli presenta il secondo capitolo della serie espositiva dedicata alla Collezione Marino Golinelli. Dopo il successo della prima edizione, I preferiti di Marino. Capitolo II – Opus Mundi porta in scena oltre cinquanta opere che raccontano la curiosità inesauribile del Cavalier Golinelli e il suo sguardo rivolto al mondo e al futuro.
La collezione, nata da oltre trent’anni di viaggi e ricerche, raccoglie artisti e artiste di provenienze diverse e restituisce un panorama multiculturale di grande attualità. Attraverso le opere emergono i grandi temi che attraversano il nostro presente – dalla transizione ecologica a quella tecnologica, dai conflitti geopolitici alle migrazioni – insieme a una riflessione sul futuro dell’umanità.
Opus Mundi è un percorso che intreccia visioni globali e prospettive intime, offrendo al visitatore e alla visitatrice la possibilità di compiere un viaggio attraverso le geografie e le sensibilità che hanno nutrito lo sguardo di Marino Golinelli. Non solo una mostra, ma anche un luogo di confronto e apprendimento, il progetto apre spazi di dialogo con le nuove generazioni grazie ad attività formative e linguaggi performativi, dall’arte alla danza, dal teatro alle tecnologie digitali.
La mostra attraversa idealmente continenti e culture, mettendo in relazione pratiche e immaginari differenti. Dall’Africa arrivano le visioni e le materie di Gonçalo Mabunda, Athi-Patra Ruga, Ifeoma U. Anyaeji, William Kentridge, Alimi Adewale, Soly Cissé, Vitshois Mwilambwe Bondo, Abdoulaye Konaté, Emo de Medeiros, Cameron Platter e Moffat Takadiwa. Le Americhe sono raccontate da voci e linguaggi di Sergio Hernández, Angelo Venosa, Sara Rahbar, Charles Ross, Lucy & Jorge Orta, Daniel González, Alejandro Santiago Ramírez, Sebastião Salgado e Tomás Saraceno. Dall’Asia e dall’area del Pacifico si incontrano le opere di Huma Bhabha, Yumi Karasumaru, Nguyễn Thái Tuấn, Farhan Siki, Reena Saini Kallat, Bestrizal Besta, Rosfer & Shaokun, Ronald Ventura, Archana Hande, Ashley Bickerton e Aung Ko. L’Europa, infine, amplia il dialogo con Fausto Gilberti, Arcangelo Sassolino, Frank Ahlgrimm, Jannis Varelas, Marcello Maloberti, Flavio Favelli, Atelier Van Lieshout (AVL), Tommaso Spazzini Villa, Bjarne Melgaard, Sissi, Fabrizio Dusi, Fabrizio Plessi e Antonello Ghezzi.
Con questo nuovo capitolo, Fondazione Golinelli rinnova la volontà di rendere accessibile un patrimonio unico, in cui arte, scienza e tecnologia si incontrano come strumenti per comprendere il passato recente, riflettere sul presente e immaginare il domani.
La mostra è visitabile gratuitamente. Per chi desidera approfondire i contenuti dell’esposizione, La mostra è #gratuita, ma per chi desidera approfondire i contenuti del progetto sono in programma visite guidate: una ogni fine settimana, previa prenotazione (biglietto intero: 10 euro; biglietto ridotto: 8 euro)
// MARINO GOLINELLI
11 ottobre 1920, San Felice sul Panaro (MO) – 19 febbraio 2022, Bologna

Imprenditore, filantropo, ricercatore, amante delle arti in ogni loro espressione, Marino Golinelli era un uomo con una visione fiduciosa nel futuro, che credeva che la conoscenza fosse il fondamento di ogni progresso umano. Era convinto che l’imprenditore avesse il dovere morale di restituire alla società parte delle sue fortune: l’azienda da lui fondata nel 1948, oggi Alfasigma, cresciuta negli anni grazie a investimenti costanti in ricerca e sviluppo, è oggi una delle più importanti industrie farmaceutiche del mondo.
Fin dall’inizio della sua lunga carriera, ha sposato l’idea che il binomio tra arti e scienze fosse ispirazione per arrivare a una visione olistica, capace di dare una risposta ai perché fondamentali e universali della nostra vita. In quest’ottica, nel 1988 diede vita alla Fondazione che porta il suo nome, con l’obiettivo di promuovere l’educazione e la formazione, diffondere la cultura scientifica e favorire la crescita intellettuale, responsabile ed etica dei giovani e delle giovani.
L’interesse per l’arte di Marino Golinelli è sempre cresciuto negli anni, così come la sua collezione di opere d’arte, curata insieme alla moglie Paola Pavirani Golinelli. La sua attività imprenditoriale, sostenuta da una curiosità personale multiforme, li ha portati a viaggiare in ogni angolo del pianeta, dall’Africa all’Asia, passando per le grandi capitali del mondo, il che ha permesso loro di entrare in contatto con culture diverse, di visitare musei, gallerie, fiere internazionali e di conoscere tantissimi artisti. Non ha mai amato definirsi “collezionista”, ma ha sempre preferito “ricercatore”, perché considerava le opere d’arte che acquistava uno strumento per conoscere e decifrare il mondo, una chiave d’interpretazione fondamentale della realtà. Anche la musica, soprattutto quella classica, occupava un posto speciale nel suo cuore: fonte di emozioni, scoperte, passioni e domande mai sopite.
// Centro Arti e Scienze Golinelli

Il Centro nasce nel 2017 per promuovere il dialogo tra arte, scienza e tecnologia, attraverso eventi culturali, mostre inedite e originali, performance artistiche, e fa parte dell’ecosistema integrato di Opificio Golinelli, la città della conoscenza, dell’innovazione e della cultura.
Il legame tra arte e scienza, al centro della visione della Fondazione Golinelli e del suo fondatore, è il filo conduttore dei progetti espositivi esposti nel padiglione per esplorare i grandi temi della contemporaneità, testimoniando la continuità di una visione che unisce il sapere scientifico e quello estetico in un’unica ricerca di senso e futuro.
Progetto architettonico: Mario Cucinella.